Allora, hai finito i compiti? Quante pagine ti mancano? Sei sicuro di farcela per il 17 settembre? L’ansia da compiti per le vacanze non risparmia nemmeno le ultime settimane di relax.

Ma siamo sicuri che riempire i bambini di esercizi e testi, problemi e consegne, sia la strada giusta? A metterlo in discussione, ormai da diversi anni, è prima di tutto il movimento “Basta compiti!” lanciato da un dirigente scolastico ligure, Maurizio Parodi, che oltre ad aver scritto libri sul tema, gira l’Italia per incontrare insegnanti e genitori che, davanti al sovraccarico settimanale dei bambini (ma anche natalizio, pasquale, estivo), storcono il naso.

Ma al di là del movimento di Parodi, sono diversi gli insegnanti che, in occasione delle pause più o meno lunghe del calendario scolastico, propongono compiti “alternativi”. Sui social, ogni anno, i decaloghi fuori dalla norma fanno notizia.

Ma l’idea originale fu di Echino Giornale Bambino, il primo ad aver diffuso una lista di compiti davvero originali da fare quando la campanella non suona: fare almeno una capriola al giorno, inventare parolacce da dire quando si è arrabbiati, scrivere una lettera alla nonna, assaggiare tutti i gusti del gelato, correre nei prati e tante tante altre!