Prurito al naso, occhi rossi, starnuti. Per le persone allergiche, la primavera si fa sentire anche così. Cosa fare, allora, con i bambini che manifestano questi sintomi magari per la prima volta? Le parole d’ordine sono attenzione e prevenzione. Perché pensare che si tratti di un semplice raffreddore, quando invece siamo davanti a una rinite allergica, è cosa comune. E fare passi falsi a causa di un errore di valutazione iniziale può portare a conseguenze ben più gravi, come l’asma e i disturbi respiratori del sonno.

Sui bambini, poi, un occhio in più di riguardo è necessario, visto che le manifestazioni allergiche sono in aumento, arrivando oggi a colpire circa il 10% della popolazione in età scolare.

A contraddistinguere la rinite stagionale è il fatto che l’allergene interessato è il polline, a differenza delle forme allergiche perenni dove a causare la reazione sono acari o peli di animali domestici.

Per la diagnosi, che è bene tentare di fare velocemente senza utilizzare inutili e controproducenti farmaci contro il raffreddore, si ricorre al sempre più conosciuto Prick Test, che si effettua in modo indolore, in pochi minuti, a livello cutaneo.

Dopodiché, in caso di esito positivo, si passa alle strategie di intervento. Nel caso non sia possibile restare lontano dalla sostanza allergizzante (come quando si tratta, appunto, dei pollini), si utilizzano gli antistaminici e gli spray a base di cortisone, da somministrare sempre sotto stretto controllo medico. I farmaci di ultima generazione pensati per i bambini hanno effetti sedativi molto ridotti, risultando dunque più tollerabili.

Ma la nuova frontiera si chiama immunoterapia specifica, che nell’arco di tre anni ferma quella che viene chiamata “marcia allergica”. Una sorta di vaccino che potrebbe consentire al soggetto allergico di non presentare più i sintomi o di manifestarli in modo molto più lieve.